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	<description>THE MOTORZONE beta</description>
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		<title>Harley Davidson Sportster XR1200X</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Master</dc:creator>
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		<description><![CDATA[          Harley Davidson XR1200X Abbiamo testato la XR1200X tra le splendide colline dell’Oltrepò Pavese , questo modello si differenzia dalle altre XR oltre che dalla colorazione più sportiva anche da nuove sospensioni completamente regolabili. In sella la posizione di guida mantiene lo spirito Harley, busto retto, sella comoda e quel pizzico di sportività ma come va….. su strada il motore ha coppia da vendere, spinge sempre sin dai bassi regimi e in qualsiasi marcia fino al limitatore fissato a 7.000 giri/min. Tra le curve in piega si sa difendere anche nelle curve più strette, la frenata risulta invece solo sufficiente penalizzata anche dal peso di 250 kg. Anche se non è al livello delle naked giapponesi, ma forse non è neanche quello che si chiede a questa moto, la potenza e ciclistica consentono comunque una guida sportiva quando lo si vuole, senza rinunciare a gite tranquille gustandosi il paesaggio e senza affaticarsi troppo. difetti il motore vibra troppo ai bassi regimi, ma d&#8217;altronde questa è una caratteristica delle Harley. Inoltre, secondo noi sarebbe stato meglio avere un cambio a 6 rapporti anche per migliorare il comfort di guida nei lunghi tragitti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-SERBATOIO.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4163" title="XR1200X SERBATOIO" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-SERBATOIO-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-freni.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4161" title="XR1200X freni" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-freni-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-MOTORE-.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4162" title="XR1200X MOTORE" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-MOTORE--100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4164" title="XR1200X" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-motore.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4171" title="XR1200X motore" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-motore-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-contagiri.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4172" title="XR1200X contagiri" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-contagiri-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-serbatoio-1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4173" title="XR1200X serbatoio " src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/XR1200X-serbatoio-1-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p><strong>Harley Davidson XR1200X</strong></p>
<p>Abbiamo testato la <strong>XR1200X</strong> tra le splendide colline dell’Oltrepò Pavese , questo modello si differenzia dalle altre XR oltre che dalla <strong>colorazione più sportiva</strong> anche da nuove sospensioni completamente regolabili. In sella la posizione di guida mantiene lo spirito Harley, busto retto, sella comoda e quel pizzico di sportività</p>
<p><strong>ma come va…..</strong></p>
<p>su strada il motore ha coppia da vendere, spinge sempre sin dai bassi regimi e in qualsiasi marcia fino al limitatore fissato a 7.000 giri/min. Tra le curve in piega si sa difendere anche nelle curve più strette, la frenata risulta invece solo sufficiente penalizzata anche dal peso di 250 kg. Anche se non è al livello delle naked giapponesi, ma forse non è neanche quello che si chiede a questa moto, la potenza e ciclistica consentono comunque una guida sportiva quando lo si vuole, senza rinunciare a gite tranquille gustandosi il paesaggio e senza affaticarsi troppo.</p>
<p><strong>difetti</strong></p>
<p>il motore vibra troppo ai bassi regimi, ma d&#8217;altronde questa è una caratteristica delle Harley. Inoltre, secondo noi sarebbe stato meglio avere un cambio a 6 rapporti anche per migliorare il comfort di guida nei lunghi tragitti.</p>
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		<title>Google immatricola in Nevada la prima auto che si guida da sola</title>
		<link>http://www.skpower.it/2012/05/15/google-immatricola-in-nevada-la-prima-auto-che-si-guida-da-sola-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Master</dc:creator>
				<category><![CDATA[AUTO]]></category>
		<category><![CDATA[GOOGLE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIUS]]></category>

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		<description><![CDATA[La motorizzazione del Nevada approva. Presto potrebbe essere vista in circolazione. La prima licenza concessa a un veicolo che si muove in autonomia. Adesso si attende l’approvazione degli altri Stati. &#160; Qui un video test della prova in strada con Steve Mahan La Toyota Prius modificata con la tecnologia &#8220;driver-less&#8221; utilizzata per l&#8217;ottenimento della licenza dalla motorizzazione del Nevada. New York &#8211; Presto per le strade del Nevada potrebbe aggirarsi un veicolo senza conducente. La motorizzazione ha infatti concesso la licenza per la circolazione del nuovo veicolo futuristico senza conducente di Google. Si tratta della prima licenza nel suo genere. A breve dovrebbero arrivare gli ok anche da parte di altri Stati americani. Per potersi muovere in autonomia, la macchina di Google si basa sull’utilizzo di videocamere e sensori radar, laser e una serie di informazioni raccolte dai veicoli guidati manualmente dall’uomo. Per il test di prova, necessario per l’ottenimento della licenza, è stata utilizzata una Toyota Prius modificata con la tecnologia &#8220;driver-less&#8221;, senza conducente. Il test si sarebbe svolto in autostrada, nella città di Carson City e lungo la famosa Las Vegas Strip. I veicoli che si muovono in autonomia &#8220;sono la macchina del futuro&#8221;. Questa la reazione del direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La motorizzazione del Nevada approva. Presto potrebbe essere vista in circolazione. La prima licenza concessa a un veicolo che si muove in autonomia. Adesso si attende l’approvazione degli altri Stati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/05/34604.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Self-Driving Car Test: Steve Mahan" href="http://www.skpower.it/2012/04/02/self-driving-car-test-steve-mahan/"><strong>Qui un video test della prova in strada con Steve Mahan</strong></a></p>
<h1></h1>
<p><strong>La Toyota Prius</strong> modificata con la tecnologia <strong>&#8220;driver-less&#8221;</strong> utilizzata per l&#8217;ottenimento della licenza dalla motorizzazione del Nevada.</p>
<p>New York &#8211; Presto per le strade del Nevada potrebbe aggirarsi un veicolo senza conducente. La motorizzazione ha infatti concesso la licenza per la circolazione del nuovo veicolo futuristico senza conducente di Google. Si tratta della prima licenza nel suo genere. A breve dovrebbero arrivare gli ok anche da parte di altri Stati americani.</p>
<p>Per potersi muovere in autonomia, la macchina di Google si basa sull’utilizzo di videocamere e sensori radar, laser e una serie di informazioni raccolte dai veicoli guidati manualmente dall’uomo.</p>
<p>Per il test di prova, necessario per l’ottenimento della licenza, è stata utilizzata una Toyota Prius modificata con la tecnologia &#8220;driver-less&#8221;, senza conducente. Il test si sarebbe svolto in autostrada, nella città di Carson City e lungo la famosa Las Vegas Strip.</p>
<p>I veicoli che si muovono in autonomia &#8220;sono la macchina del futuro&#8221;. Questa la reazione del direttore della motorizzazione del Nevada a seguito dei test e dell’approvazione della licenza.</p>
<p>Tra i vari Stati, ora la richiesta di Google e&#8217; in fase di valutazione anche in California. &#8220;La gran parte degli incidenti autostradali sono dovuti ad errori umani. Attraverso l’utilizzo dei computer e di altri sensori, i veicoli autonomi sono capaci di analizzare l’ambiente circostante più velocemente e guidare i veicoli in maggiore sicurezza&#8221;, ha commentato lo scorso marzo il Senatore californiano Alex Padilla.</p>
<p>via<a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1373168/google-immatricola-in-nevada-la-prima-auto-che-si-guida-da-sola.aspx">Google </a>.</p>
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		<title>Renault Alpine A110</title>
		<link>http://www.skpower.it/2012/04/30/alpine-a110/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Master</dc:creator>
				<category><![CDATA[AUTO STORICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Alpine]]></category>
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		<description><![CDATA[          La A110 nacque nel 1962 come sostituta della A108, che comunque rimase ancora in listino per un anno in Francia, mentre fu prodotta su licenza in altri Paesi per ancora qualche anno. Rispetto alla A108, la A110 condivide le linee generali della carrozzeria, realizzata in vetroresina. Se ne differenzia esternamente per il disegno del padiglione e della coda, resi più cattivi e più estremi nel look, ma anche per il frontale a doppi fari carenati. Meccanicamente, invece, la A110 è completamente nuova: nuovo fu il telaio utilizzato per la sua realizzazione, sebbene fosse anch&#8217;esso a trave centrale come nel caso dell&#8217;antenata, e nuova fu la meccanica adottata, proveniente dall&#8217;allora neonata Renault 8 ed inizialmente consistente in un motore a 4 cilindri da 956 cc di cilindrata, in grado di erogare 50 CV di potenza massima. Con tale unità motrice, la A110 sfiorava i 160 km/h. Nel corso della sua storia, però, la A110 adottò svariate motorizzazioni, tutte provenienti dalla produzione Renault di serie, fino ad arrivare ad un propulsore da 1.8 litri, non montato però sulle vetture di serie. La A110 è stata sicuramente la più famosa tra le Alpine, grazie ai suoi innumerevoli successi in tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4148" title="Alpine A 110" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-3.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4149" title="Alpine A 110_ 3" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-3-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-2.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4150" title="Renault Alpine A 110" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-2-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-5.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4152" title="Alpine A 110_ 5" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-5-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-6.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4153" title="Alpine A 110 Renault" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-6-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-4.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4151" title="Alpine A 110_ 4" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Alpine-A-110_-4-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p><strong>La A110</strong> <strong>nacque nel 1962</strong> come sostituta della A108, che comunque rimase ancora in listino per un anno in Francia, mentre fu prodotta su licenza in altri Paesi per ancora qualche anno.</p>
<p>Rispetto alla A108, la A110 condivide le linee generali della carrozzeria, realizzata in vetroresina. Se ne differenzia esternamente per il disegno del padiglione e della coda, resi più cattivi e più estremi nel look, ma anche per il frontale a doppi fari carenati.</p>
<p>Meccanicamente, invece, la A110 è completamente nuova: nuovo fu il telaio utilizzato per la sua realizzazione, sebbene fosse anch&#8217;esso a trave centrale come nel caso dell&#8217;antenata, e nuova fu la meccanica adottata, proveniente dall&#8217;allora neonata Renault 8 ed inizialmente consistente in un motore a 4 cilindri da 956 cc di cilindrata, in grado di erogare 50 CV di potenza massima. Con tale unità motrice, la A110 sfiorava i 160 km/h.</p>
<p>Nel corso della sua storia, però, la A110 adottò svariate motorizzazioni, tutte provenienti dalla produzione Renault di serie, fino ad arrivare ad un propulsore da 1.8 litri, non montato però sulle vetture di serie.</p>
<p>La A110 è stata sicuramente la più famosa tra le Alpine, grazie ai suoi innumerevoli successi in tutto il mondo.</p>
<p>Vista posteriore di una &#8220;A 110 1800 VB&#8221;</p>
<p>Appena nata, infatti, la A110 fu immediatamente introdotta sui tracciati di gara e subito cominciò a farsi conoscere riscuotendo numerosi successi. La A110, specie nelle prime versioni, quelle con motorizzazioni minori, fece anche da &#8220;scuola&#8221; per numerosi aspiranti piloti, alcuni dei quali emersero e divennero assai famosi, come per esempio il brasiliano Emerson Fittipaldi, poi approdato in Formula 1.</p>
<p>Dopo i primi successi, più che altro circoscritti quasi all&#8217;ambito nazionale, la A110 subì nel 1964 il primo trapianto di motore, passando all&#8217;unità da 1108 cc proveniente dalla R8 Major ed in grado di erogare 60 CV, divenuti in seguito ben 86.</p>
<p>Nel 1967, la A110 beneficiò del motore da 1255 cc che un paio di anni dopo sarebbe stato montato anche sulla R12. Tale motore erogava 95 CV, ma vi furono altri due motori di cilindrata simile (1296 e 1289 cc) in grado di erogare 72 e 110 CV e fu grazie a tali motorizzazioni che la A110 cominciò ad imporsi all&#8217;attenzione di tutti, affermandosi di continuo in numerosi rally.</p>
<p>Una Dinalpin A 110 1300 del 1971</p>
<p>Ma il passo definitivo avvenne nel 1969, quando la A110 ricevette il motore da 1565 cc già montato sulla R16 ed elaborato in modo da raggiungere potenze comprese tra gli 83 ed i 148 CV. In questo modo, la A110 raggiunse velocità massime nell&#8217;ordine dei 210-215 km/h. Fu con questo propulsore che la vettura ottenne successi di portata storica, primo fra tutti il titolo di Campione del mondo di Rally nel 1973. In seguito, la A110 ricevette due nuovi motori, da 1605 e da 1647 cc, in grado di sviluppare rispettivamente 127 e 95 CV. Ma oramai il tempo della A110 era terminato, la sua epoca era finita: la concorrenza si era svegliata di fronte alle imprese di una vettura arcigna come la A110 ed aveva sfornato nuovi modelli, molto più competitivi.</p>
<p>Come la A108, anche la A110 fu prodotta su licenza da aziende in altri Paesi nel mondo: in Bulgaria dalla Bulgaralpine di Plovdiv, in Spagna dalla FASA di Villamuriel, in Brasile dalla Willys Overland di Santo Amaro e in Messico, dove veniva assemblata con il marchio Dinalpine dalla Diesel Nacional di Sahagún, nell&#8217;Hidalgo.</p>
<p>Tra le versioni derivate direttamente dalla A110, vi fu la A210, una A110 modificata per correre alla 24 Ore di Le Mans.</p>
<p>via<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alpine_A110">Alpine A110 &#8211; Wikipedia</a>.</p>
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		<title>Video Cobra Sound</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 09:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Video By SKPOWER Cobra Sound]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Video Cobra Sound</strong></p>
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		<title>Harley-Davidson</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:00:31 +0000</pubDate>
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		<title>Lancia Fulvia coupé</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 11:40:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lancia]]></category>

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		<description><![CDATA[           Dalla non fortunatissima berlina derivò, nel 1965, un&#8217;elegante e sportiva coupé, che divenne un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e, in un secondo tempo, all&#8217;impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista nel Campionato del Mondo nel 1972. Disegnata da Piero Castagnero, che s&#8217;ispirò (secondo le sue dichiarazioni) al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé era una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall&#8217;aspetto elegante, dalle finiture curate (come la plancia rivestita in vero legno) e dalle prestazioni sportive. Realizzata sul pianale accorciato (il passo era di 2330mm, cioè di 150mm più corto) della berlina, la compatta coupé Lancia era spinta, al momento del debutto da una versione di 1216 cm³ da 80 CV del V4 a di 12º53&#8217;28&#8243;. L&#8217;alimentazione era a due carburatori a doppio corpo Solex, mentre il cambio (a 4 marce) aveva la leva a cloche tra i sedili. Grazie al peso contenuto in 950kg, la piccola sportiva raggiungeva i 160 km/h. Incoraggiata dall&#8217;ottima tenuta di strada e dalle doti telaistiche della vettura, la Lancia introdusse subito (1966) un potenziamento a 88 CV del motore sulla versione HF alleggerita con cofani e portiere in una speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>     <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia..jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4123" title="Lancia Fulvia." src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia.-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4124" title="Lancia Fulvia coupè" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia--100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia-front.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4125" title="Lancia Fulvia front" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia-front-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>  <a href="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4126" title="Lancia Fulvia Coupè" src="http://www.skpower.it/wp-content/uploads/2012/04/Lancia-Fulvia-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p>Dalla non fortunatissima berlina derivò, nel 1965, un&#8217;elegante e sportiva coupé, che divenne un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e, in un secondo tempo, all&#8217;impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare <strong>di rally</strong>, culminate con la conquista nel Campionato del Mondo nel 1972.</p>
<p>Disegnata da Piero Castagnero, che s&#8217;ispirò (secondo le sue dichiarazioni) al motoscafo Riva, <strong>la Fulvia Coupé</strong> era una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall&#8217;aspetto elegante, dalle finiture curate (come la plancia rivestita in vero legno) e dalle prestazioni sportive. Realizzata sul pianale accorciato (il passo era di 2330mm, cioè di 150mm più corto) della berlina, la compatta coupé Lancia era spinta, al momento del debutto da una versione di 1216 cm³ da 80 CV del V4 a di 12º53&#8217;28&#8243;. L&#8217;alimentazione era a due carburatori a doppio corpo Solex, mentre il cambio (a 4 marce) aveva la leva a cloche tra i sedili.</p>
<p><strong>Grazie al peso contenuto in 950kg, la piccola sportiva raggiungeva i 160 km/h.</strong></p>
<p>Incoraggiata dall&#8217;ottima tenuta di strada e dalle doti telaistiche della vettura, la Lancia introdusse subito (1966) un potenziamento a 88 CV del motore sulla versione HF alleggerita con cofani e portiere in una speciale lega d&#8217;alluminio e magnesio denominata Peraluman. La carrozzeria venne alleggerita, grazie all&#8217;eliminazione dei paraurti, alla semplificazione dell&#8217;allestimento interno, all&#8217;utilizzo di lamiere più sottili nelle parti non strutturali e all&#8217;adozione di lunotto e vetri posteriori in plexiglas. Esteticamente la Coupé HF era riconoscibile per la banda verniciata giallo/blu su cofani e tetto e per l&#8217;elefantino sui parafanghi anteriori nonché la verniciatura in Amaranto di Montebello.</p>
<p>Con l&#8217;introduzione del motore 1298 da 87 CV della Rallye 1,3 il motore della coupé 1,2 venne portato a 1231 cm³ per uniformare il ciclo di produzione e l&#8217;offerta della motorizzazione 1,2 venne mantenuta per motivi esclusivamente fiscali. Le nuove motorizzazioni vennero modificate nell&#8217;angolo di bancata, riducendolo a 12º45&#8217;28&#8243;, per ottenere un alesaggio maggiore. Era il preludio al lancio di una vera versione sportiva da far correre nei Rally, che avvenne l&#8217;anno successivo con la presentazione della versione Rallye 1,3 HF. Le novità apportate all&#8217;HF, rispetto alla versione standard, furono molte e sostanziali e grazie ad una serie di modifiche (pistoni, albero motore, rapporto di compressione, carburatori), la potenza crebbe a 101cv.</p>
<p>I successi di categoria ottenuti dalla HF, ispirarono la versione Rally 1.3 S che, con propulsore potenziato a 93 CV e dotato di radiatore dell&#8217;olio, prese il posto della versione standard nel 1968.</p>
<p>Intuendo le potenzialità della vettura, che però non poteva competere, coi suoi 1298 cm³, per il titolo assoluto, Cesare Fiorio, responsabile del reparto corse Lancia, ottenne, nonostante le risicate risorse finanziarie, il benestare per sviluppare ulteriormente l&#8217;HF. Il risultato fu la Rallye 1,6 HF del 1969 (detta anche &#8220;Fanalone&#8221;, per via della coppia di fari più interna più grandi di quella esterna): 1584cc, 120cv (160cv la versione da corsa), 850kg, cambio a 5 marce, assetto da corsa (camber negativo), sterzo diretto e cerchi in lega con pneumatici maggiorati. La &#8220;fanalone&#8221; permise alla Lancia di aggiudicarsi numerosi rally ed il Campionato del Mondo del 1972.</p>
<p>Nel frattempo la Lancia era stata acquisita dalla Fiat, che non vedeva di buon occhio gli elevati costi di produzione dei modelli in listino. La Fulvia Coupé era all&#8217;apice della carriera e non era pensabile dismetterla, ma occorreva, secondo Fiat, intervenire per ridurne i costi produttivi, migliorando i profitti unitari. Fu questo il principale scopo del restyling del 1970. A livello estetico i cambiamenti erano minimi (nuova mascherina più sottile e lineare, paraurti con fascia protettiva in gomma nera), mentre sotto il profilo tecnico si segnalava l&#8217;adozione del cambio a 5 marce anche sulla Coupé 1.3 S (con motore di 1298 cm³ da 90 CV) ed un notevole miglioramento dell&#8217;impianto frenate ed un aggiornamento della geometria delle sospensioni anteriori. I risparmi, però, erano realizzati sui materiali interni (il legno della plancia era impiallacciato su un supporto d&#8217;alluminio) ed esterni (vennero eliminate le parti in peralluman che però compaiono casualmente su alcune vetture). Oltre alla Coupé 1.3 S, la gamma includeva la Coupé 1600 HF (1584 cm³, 115 CV) e la 1600 HF Lusso. La prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa. Le Coupé 1600 HF erano entrambe dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria è caratterizzata da parafanghi allargati che le distinguono dalle 1,3s. Per celebrare la vittoria del Rallye di Montecarlo del 1972 venne allestita una serie di Coupé 1,3s con livrea analoga alla vettura da corsa. Anche questa vettura presenta i passaruota allargati similmente alla Coupé 1600 HF. Tuttavia i lamierati della Fulvia Montecarlo sono differenti rispetto a quelli delle Coupé 1600 HF.</p>
<p>Quando, alla fine del 1972, la Fulvia berlina venne tolta di listino, la Coupé vendeva ancora bene e rimase in produzione. Per non far concorrenza alla nuova Beta Coupé, tuttavia, nel 1973 la gamma venne ridotta alla sola versione 1.3 da 90 CV che, per l&#8217;occasione, venne sottoposta ad leggero aggiornamento che ne trasformò il nome in Fulvia 3. I ritocchi, ancora una volta, erano mirati ad aggiornare l&#8217;estetica ed aggiornarne la sicurezza sebbene riducendo i costi: la mascherina divenne in plastica nera conformemente alla moda dell&#8217;epoca, il volante in materiale sintetico imbottito, vennero adottate cinture di sicurezza fisse a 3 punti ed i poggiatesta; la leva del cambio in legno (come sulla Beta Coupé e sulla Stratos). Il restyling segnò anche l&#8217;abbandono delle competizioni, dove venne (molto degnamente) sostituita dalla plurivittoriosa Stratos. Dalla 3 vennero prodotte anche le versioni Montecarlo e la Safari, invariate nella meccanica. La produzione cessò definitivamente nel 1976, quando venne lanciata la versione 1300 della Beta Coupé.</p>
<p>La Fulvia Coupé venne prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 HF<br />
Via Wikipedia</p>
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		<title>Self-Driving Car Test: Steve Mahan</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 09:00:50 +0000</pubDate>
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<p>Il video della Prius nel test con Steve Mahan</p>
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		<title>Lamborghini al Salone di Ginevra 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 09:00:40 +0000</pubDate>
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		<title>Audi A3 Al Salone di Ginevra 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 09:00:18 +0000</pubDate>
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		<title>Ferrari F12 Berlinetta</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 08:00:54 +0000</pubDate>
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